di ritorno da una vacanza bellissima, disavventure a parte.
di ritorno da strade rotte, dagli indovinelli della settimana enigmistica, dai giochi in riva al mare, da uno spagnolo misto inglese misto francese, da un sacco di tapas e da una paella non mangiata, dalle onde notturne, dai micini miao, dalla mia mancata abbronzatura, dal cameriere del bar della stazione degli autobus, da un improbabile ostello, dalle teterie e dai narghilè, dal male alle gambe, dalle cartine senza cui un certo mio ragazzo non riusciva a stare, dai colori e i rumori della feria, da malaga invasa da gente impazzita, da granada con le sue vie in salita, da nerja con il suo mare bellissimo.
di ritorno da tutto questo, si ricomincia.
con i libri da riaprire, con la quotidiana vita milanese, con i soliti pensieri. sul futuro prossimo e su quello più lontano. con tante strade che spero si illumineranno da sole, come mi dice un certo qualcuno, ma che al momento mi spaventano per l'inutilità in cui potrei finire. con una sola strada che spero continui a essere quella dove sto camminando, che dovrà riadattarsi alle nuove situazioni. e sì, anche questo mi fa un po' paura.
per me l'anno nuovo inizia il 1° settembre.
e ho bisogno di cambiamenti. dentro di me. ho bisogno di riiniziare a credere che in qualche modo ce la posso fare a raggiungere certi obiettivi, anche se non ho la minima idea di come riuscire. che tutto quello che ho fatto non finirà in polvere. che gli ostacoli si possono superare. che non sono sola ad affrontarli.
Dove si va da qui, Afterhours.
eh già.
che qualcuno bandisca questa pubblicità.
è terribile.
il consiglio di sicurezza delle nazioni unite.
l'associazione degli psichiatri.
il papa. ecco sì! il papa! benny, non vedi che sono due adolescenti dichiaratamente omosessuali?? la trasmissione di questo spot devia i ragazzini, questa pubblicità è sinonimo di perdizione!
che qualcuno faccia qualcosa, vi prego.
lau: "mi sa che io dall'adolescenza non ci sono ancora uscita"
eli: "mi sa che tu nell'adolescenza devi ancora entrarci"
XD
volevo scrivere un post su quanto mi disgusti sentire in bocca a certe persone parole di cui non conoscono lontanamente il significato, ma di cui continuano a farsi portavoce perché pronunciarle fa chic e non impegna, e un certo mio ragazzo potrà capirmi bene, dato che ho passato circa un quarto d'ora al telefono dicendo "che-schi-fo".
volevo scrivere di quanto spero che prima o poi le persone si rivelino per come sono, senza la maschera di buonismo ipocrita che si portano addosso.
volevo scrivere che tanto puoi portare avanti idee come se ti fossero sempre appartenute, ma lo sai tu e lo so io che sono solo frasi in cui non credi, perché quello che sei non è coincidente neanche in minima parte con quello che cerchi di fare tuo.
volevo scrivere un post che parlasse di questo, sì, ma mi limiterò a riportare una canzone degli afterhours, "senza finestra" già utilizzata qualche tempo fa.
può piacermi come sei
ma io non sono come te
grassa e brutta anima
senza finestra
senza finestra
rispettandoti potrei
accettare come sei
ma io non sono come te
senza finestra
senza finestra
può piacermi come sei
ma io non sono come te
senza finestra
senza finestra
senza finestra
sin da quando ero bambino
sin da quando ero bambino
sin da quando ero bambino
sin da quando ero bambino
sin da quando ero bambino
sin da quando ero bambino..
ah, dimenticavo.
volevo anche scrivere di quando l'ordine del cosmo farà il suo corso e io sarò seduta in prima fila con i pop-corn a guaradarlo agire.
dialogo post discussione sulla politica, con un soggetto avente idee diametralmente opposte alle mie.
Soggetto: "quanti anni hai?"
Lau: "22"
S: "Crescerai"
L: " E tu maturerai"
S: "Io sono già maturo"
L:" sì.. e sei anche già caduto dall'albero."
mi piace quando i confronti portano a qualcosa.
"Avvistato l'unicorno"
Immagino che non abbiate bisogno di aiuti per capire quale telegiornale, questa sera, titolava così.
per chi non lo sapesse: sto smettendo di fumare.
è dal lontanissimo 21 maggio che la nicotina non viene immessa attivamente nel mio corpo.
ora, però, credo di soffrire di allucinazioni.
oggi, ferma sulle scale mobili della metro che salivano, guardo di fronte a me. sullo scalino davanti c'erano due sigarette.
due.sigarette.