non riesco mai a decidere un percorso definitivo, di qualsiasi cosa si tratti. l'irreversibile mi fa paura, perchè esclude mille altre possibilità che si potrebbero rivelare migliori. e allora cambio, cambio in continuazione, portando la mutevolezza all'esasperazione e rischiando di allontanarmi troppo dal punto di partenza. magari non è un male, ma a volte non mi dispiacerebbe sapere cosa cerco.
vorrei tanto partire, fare un campo lavoro in Asia per qualche tempo.. nepal, cambogia, laos, viettnam.. e capire cosa voglio*
uff..sono un po' combattuta tra il concerto di bregovic a torino dopodomani e il non rischiare di riammalarmi, dato che mi porto dietro ancora strascichi raffreddosi e che le previsioni del tempo non preannunciano nulla di buono.. buh.. poi in realtà a torino ci vorrei andare indipendentemente dal concerto.. *siamo stati insieme pocherrimo questa settimana*
il 19 non si smentisce mai.
ieri mattina mi sveglio con la febbre.non mi stupisco più di tanto, non stavo bene neanche la sera prima, ma la tosse si fa sempre più forte e il male alle spalle sempre più insopportabile. decido di approfittare della gentilezza della mia vicina di casa sig.ra vecchina e mi faccio dire quando riceve il suo medico di famiglia. motto preoccupata mi dà l'orario, e per fortuna faccio ancora in tempo ad andare.
se non fosse che.
appoggiata alla finestra della cucina mentre sturbi lava i piatti (*grazie cuginetta sei stata il mio angioletto custode in questi giorni*) inizio a vedere nero e le chiedo di avvicinarsi a me. dopodichè muoio per due minuti e vengo trasportata nel quinto girone dell'inferno dove sono trascinata in un vortice e sbattuta da una parte all'altra. quando apro gli occhi non riesco a reggermi in piedi, le labbra sono un tutt'uno con il pallore del viso e le mani sono di fashion viola niente male. piccola parentesi. se non c'era sturbi a reggermi ero proprio fregata, dato che sono caduta in avanti.
appuro che forse forse non è il caso di uscire e provo a cercare qualche dottore che, bontà sua, faccia visite a domicilio. povera pivella principiante che non sono altro. quindi mi dico, guardia medica è il tuo momento. peccato che "il servizio di assistenza continuata" funzioni solo dalle 20 alle 8. uno fa in tempo a morire e resuscitare. vedo che sull'elenco telefonico sono indicate anche guardie mediche private. proviamo. dopo avermi detto che sarebbero arrivati dopo un'ora e mezza, mi informano che il costo della visita è di 90 euro. ma stiamo scherzando??
presa dall'incazzatura, esco con sturbi per andare dal medico della sig.ra vecchina, perchè anche avendogli descritto la mia situazione non aveva intenzione di passare da casa. citofono. "lei è una mia paziente?" "no, le ho telefonato poco fa" "qua c'è già tanta gente" "beh, io sto male" "e allora aspetti". i nervi ormai si sono totalmente impadroniti di me. quando entro in studio non so se ridere o piangere, ma scelgo la prima. dietro alla scrivania c'è un uomo sui 60 e passa con un orecchino a cerchietto.la fiera del buon gusto. dopo avermi visitata, quest'ibrido tra capitan uncino e il genio della lampada mi illumina dicendo: signorina, ma lei ha l'influenza! ma dai?? e io che pensavo di avere un braccio rotto! morale della favola: stia a casa, non le prescrivo niente e non si preoccupi, anch'io svengo quando ho la febbre.
torno a casa e la febbre parte su che è una meraviglia. mi infilo sotto le coperte e ci resto per tutta la sera. menomale che c'erano house, grey's e le coccole*