ieri sera mi è capitato di vedere un pezzetto del festival di san remo.. e c'è una canzone bellissima.
questa.
4 amici, 4 pizze, qualche birra (ma anche la pepsi), sigarettine: ovvero come ammazzarsi dal ridere il sabato sera a casa mia. alla fine della serata avevamo esaurito le nostre energie a furia di ahahahahah! e scoperto muscoli facciali di cui ignoravamo l'esistenza. che poi, in realtà, è la stessa cosa che faccio ogni giorno in uni. ammazzarmi dal ridere, intendo. la cosa sorprendente è riuscire a farlo con le stesse persone con cui rido ogni giorno, come se raccontassimo chissà quale avvenimento spassoso. oddio, in realtà qualche perla viene sempre fuori, ma buona parte la fa la nostra innata stupidità. ieri poi uno degli invitati è stata un'amica che non vedevamo da millemila mesi, quindi metterla la corrente di tutto e ripercorrere le situazioni più o meno probabili che si è persa ci ha fatto piegare dal ridere, oltre che a sconvolgerla. uahuahahauhauhauhauhauhauh.
avercene di serate così. e anche di amici idioti. 
oggi, durante il mio viaggio di ritorno a milano, metro compresa, ho cantato nella mia testa ogni singola parola delle canzoni caricate nel mio fidato iPod. bene o male so il testo a memoria di tutte, è da così tanto tempo che le ascolto che le ho imparate quasi inconsapevolmente. dato che lo sforzo di memoria è stato praticamente nullo, mi sono concentrata, come non facevo da tanto, sui testi. su cosa vogliano dire per me, ora.
sono tornata a casa ed era come se avessi parlato di me per più di tre ore.
ne avevo bisogno, decisamente.
le sorprese.
quelle che ti lasciano a bocca aperta.
quelle che credi che non sia possibile.
quelle che invece sono reali.
quelle che se stringi la mano della persona che ti sta accanto non vorresti più lasciarla.
ecco, quelle.
come essere portata a sorpresa da un certo mio ragazzo al concerto dei 30 seconds to mars.
*.*
oggi:
- ho dormito 5 ore
- mi sono svegliata alle 7
- ho seguito economia alle 8.30
- ho studiato
- ho pranzato
- ho studiato
- ho dato un esame di macro alle 18.30
- sono tornata a casa alle 19.45
- ho cucinato e lavato i piatti.
ora, considerato che:
- dormire 5 ore per notte diventa un attimo faticoso
- svegliarsi alle 7 ancora di più
- seguire economia all'alba è una mazzata sui denti
- studiare (con cazzeggio annesso, sia inteso) mezza giornata in attesa di un esame è proprio snervante
- dare un esame è già di per sé fastidioso, ma farlo alla fine della giornata è proprio una rottura di
palle
- di solito quando arrivo tardi cado sul letto a faccia in giù
- e soprattutto, non cucino MAI se non in rare occasioni
le ipotesi sono due:
- o il mio fisico si sta abituando al ritmo
- o sto per avere una crisi nervosa.
fate voi.
è da un po' che ho intenzione di farlo. ora ve lo comunico ufficialmente.
da oggi in poi, io non faccio più da mamma a nessuno.
no, non mi riferisco alla mia futura prole, che continuo a desiderare.
ho deciso di non fare più la mamma a tutte quelle persone che continuano a compiere le stesse azioni e ad assorbirne gli effetti negativi conseguenti nonostante gli avvertimenti che la sottoscritta fornisce e di cui le persone sono consapevoli, e sottolineo, consapevoli. spesso i consigli sono su richiesta, ma ancora più spesso nascono per istinto di protezione nei confronti delle persone che mi circondano e a cui voglio bene. fai una scemata, te lo faccio notare perché sei mio amico. ripeti la scemata, ti rimprovero perché sei mio amico. continui con la scemata, ti cazzio perché sei mio amico. e così una, due, tre, millemila volte. alché lau si rompe un po', anzi, ne ha proprio piene le scatole. se voi, amici miei, volete sbattere la testa contro il muro plurime volte, fate pure. e, soprattutto, non venite a lamentarvi da me. perché ve lo siete scelto voi. se mi chiederete un consiglio precedente all'azione sarò felice di ascoltarvi e confrontarmi con voi, ma se deciderete di intraprendere la strada di sempre, quella che vi fa male.. fate. non vi ostacolerò. non opporrò una minima resistenza. mi limiterò a dire "fai come vuoi", non aspettatevi che cerchi di dissuadervi.
come corollario a questa mia decisione, comunico che non organizzerò più nulla, se volete fatelo voi e poi avvertitemi, deciderò se esserci o no.
ribadisco che se avrete bisogno di me ci sarò. ma cominciate ad imparare a camminare con le vostre gambe, senza lau che vi sprona tutto il tempo e che vi cazzia se fate scemate. lau ne ha le scatole piene di prendersela anche per cose che potreste evitare. non siete dei bambini e non siete stupidi.
scusatemi per la durezza, ma arrivati a un certo punto non mi resta che alzare le spalle, prendere un respirone a malincuore e dirvi, davvero, di fare come volete. dico a malincuore perché non fare da mamma alle persone va contro la mia natura, mi pesa vedere le persone che si dirigono a passo svelto verso la disfatta, mi pesa sapere che ci rimarranno male. ma tant'è.
"nessuno può considerarsi oppresso se sceglie volontariamente il proprio martirio".
(G.Pispisa, Multiplo)
è cosa buona e giusta ammazzarsi di nutella giustificando il fatto con "non è colpa mia, ho le mestruazioni e quindi sono debolina e vorrei stravaccarmi sul letto senza muovere un dito guardando qualcosa di idiota alla tv con una copertina addosso e un certo mio ragazzo accanto, altro che paracadutismo come quella stupida pubblicità anni '80, io ora vorrei solo coccole, cioccolato e tè caldo"?
è altrettanto cosa buona e giusta non aprire un libro nonostante un esame imminente giustificando il fatto con "non è colpa mia, ho le mestruazioni e quindi sono debolina, ho consumato tutte le energie che avevo stampando le slides e gli esercizi, ora non ho più forze e per questo dovrei mangiare qualcosa di dolce (torna al punto sopra)"?
sì, io direi di sì.
