di ritorno da una vacanza bellissima, disavventure a parte.
di ritorno da strade rotte, dagli indovinelli della settimana enigmistica, dai giochi in riva al mare, da uno spagnolo misto inglese misto francese, da un sacco di tapas e da una paella non mangiata, dalle onde notturne, dai micini miao, dalla mia mancata abbronzatura, dal cameriere del bar della stazione degli autobus, da un improbabile ostello, dalle teterie e dai narghilè, dal male alle gambe, dalle cartine senza cui un certo mio ragazzo non riusciva a stare, dai colori e i rumori della feria, da malaga invasa da gente impazzita, da granada con le sue vie in salita, da nerja con il suo mare bellissimo.
di ritorno da tutto questo, si ricomincia.
con i libri da riaprire, con la quotidiana vita milanese, con i soliti pensieri. sul futuro prossimo e su quello più lontano. con tante strade che spero si illumineranno da sole, come mi dice un certo qualcuno, ma che al momento mi spaventano per l'inutilità in cui potrei finire. con una sola strada che spero continui a essere quella dove sto camminando, che dovrà riadattarsi alle nuove situazioni. e sì, anche questo mi fa un po' paura.
per me l'anno nuovo inizia il 1° settembre.
e ho bisogno di cambiamenti. dentro di me. ho bisogno di riiniziare a credere che in qualche modo ce la posso fare a raggiungere certi obiettivi, anche se non ho la minima idea di come riuscire. che tutto quello che ho fatto non finirà in polvere. che gli ostacoli si possono superare. che non sono sola ad affrontarli.
Dove si va da qui, Afterhours.
eh già.