dialogo post discussione sulla politica, con un soggetto avente idee diametralmente opposte alle mie.
Soggetto: "quanti anni hai?"
Lau: "22"
S: "Crescerai"
L: " E tu maturerai"
S: "Io sono già maturo"
L:" sì.. e sei anche già caduto dall'albero."
mi piace quando i confronti portano a qualcosa.
io non so convivere con il mio passato.
so cos'è successo, lo ricordo, ma mi distacco completamente da ciò che ho vissuto. non mi sembra di essere io la persona che ha litigato con mezzo mondo ed è emigrata a milano, non mi sembra di essere io la persona che ha avuto molte storiacce in genere.
spesso provo rabbia per quello che è stato. rabbia per il dolore che ho provato, e per fortuna la prima sensazione copre la seconda. rispetto alle cose belle, è strano. moltissime le ho rimosse, altre le derido, su altre sono serena.
forse è perché niente è rimasto uguale da quando c'è stata la prima grande botta adolescenziale. da quel momento è stato avviato, per fortuna, un processo di mutamento che continua. si doveva scegliere cosa tenere e cosa lasciare. e ho lasciato quasi tutto. alla prima grande botta ne sono seguite moltissime altre, evviva evviva. e da ognuna di questa è scaturito un nuovo cambiamento, che si sommava agli altri. ora mi ritrovo, diciamo un 4 anni abbondanti dopo dalla prima mazzata, a ricordare quei lividi, ma a non vederli più sul mio corpo. è come se tutto fosse successo a qualcun'altro, mi è difficile pensare di aver fatto/detto/pensato qualcosa che non farei/direi/farei più. forse è un po' rinnegarsi, è vero. ma forse, più che rinnegare me stessa rinnego il male che ho sentito. me lo porto dentro, quel male. è presente in tutto ciò che faccio, perché è stato il motore della mia crescita. ora però l'ho assorbito, è mescolato alle cose belle che, per il momento, sento di aver vissuto. non mi va di dissociarlo da queste e di guardarlo in faccia, non voglio e sarebbe inutile. per il momento mi va bene sapere di essere stata qualcuno che non sono più, mi va bene sapere che sono cambiata, e non voglio dissotterrare cose che ho messo troppo tempo a seppellire. ed è anche per questo che con la maggior parte delle persone che sono entate nella mia vita e uscite bruscamente, non voglio intrattenere nessun tipo di rapporto. mi fa rabbia quando mi rivolgono la parola, come a volersi pulire la coscienza. certo, perchè se poi sono io a non voler parlarci insieme, allora sono io la s*****a. mi spiace, ma sono una persona che porta troppo rancore per fingere che non sia successo nulla e rapportarmi serenamente a loro, quando invece li prenderei a schiaffi. solo scrivere di quest'argomento mi fa venire i nervi. vi lascio immaginare come reagisco quando una parte brutta del passato, una di quelle che non riesco ancora a gestire (il 90%) riemerge.
comunque.
ora ci sono il mio presente e il mio futuro. il mio passato, mi è sufficiente sapere di averlo vissuto.